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Tempio Pausania - Monte Limbara - Escursioni

Da Telti a Tempio Pausania

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Poco meno di cinquanta chilometri nell’entroterra sardo, lungo la fascia meridionale della Gallura.
 Telti

Lasciata Olbia si percorre la SS 127 in direzione di Tempio Pausania: superato il piccolo comune di Telti, ove visiteremo la sagra del mirto, si sale lentamente in un territorio abitato fin dalla preistoria (come testimoniano i reperti prenuragici) ai piedi del monte Limbara.

Prima di raggiungere Calangianus è possibile fare un paio di deviazioni per scoprire il patrimonio naturale della Valle del Valentino e l’altopiano di Li Conchi, entrambi caratterizzati da una folta foresta con sughere, lecci e diverse sorgenti.

 Calangianus – la capitale del sughero

Calangianus è nota essenzialmente per la lavorazione del sughero, un settore sviluppatosi dalla fine degli anni Sessanta che oggi occupa diverse migliaia di addetti e conta oltre un centinaio di attività artigianali. Nel centro abitato sono da vedere la parrocchiale del XIV secolo, con l’Assunzione del pittore sardo Andrea Lussu, e la chiesa di S. Maria degli Angeli con alcuni dipinti dell’800 ad opera dell’artista cagliaritano Giovanni Marchinotti.

Fra le ricorrenze locali da ricordare la festa in onore di Santa Giusta e, negli antichi rioni, quella di San Giovanni Battista che richiama l’antica usanza dei grandi falò per rinnovare i rapporti di amicizia.

Nelle vicinanze i siti preistorici più importanti sono il Nuraghe Agnu, la tomba dei giganti di Pascareddha e la fonte sacra Li Paladini (ancora attiva).

La maggior concentrazione archeologica si trova invece a Luras, antico paese a nord di Calangianus. Qui si trovano quattro dolmen funerari prenuragici, il principale dei quali è il dolmen di Ladas del terzo millennio a.C., costituito da un’ampia galleria (6 metri di lunghezza e 2,2 di altezza) coperta da grandi lastroni e dotata di un’abside posteriore.

 A Tempio Pausania il rogo di Re Giorgio

Tempio Pausania è una tappa irrinunciabile nell’entroterra Gallurese. La città, che guarda alle cime del massiccio del monte Limbara, ha sviluppato già dalla meta dell’800 un’importante industria sugheriera e, in tempi più recenti, una ricca attività vitivinicola (rinomati il vermentino e il moscato locali).

L’origine di Tempio Pausania risale alla riunificazione di due centri romani, Gemmellae e Templum, di cui non resta alcuna traccia. Dopo il lento sviluppo nel periodo medievale, nel XIX secolo fu elevata al rango di città da Carlo Alberto e subì un significativo sviluppo demografico anche per alcune correnti immigratorie provenienti dalla Corsica: proprio al periodo sette-ottocentesco si possono ricondurre i monumenti più apprezzabili della città.

Il centro storico, caratterizzato da severi palazzi in granito, ruota intorno a via Roma, piazza Gallura (vi si affaccia il palazzo comunale) e piazza San Pietro dove si incontra la Cattedrale. Dedicata a San Pietro, fu edificata nel ‘400 (ne sono una dimostrazione il campanile absidato e il portale) ma fu rifatta quasi integralmente all’inizio del XIX secolo: all’interno dell’edificio sacro si possono apprezzare due altari lignei barocchi. Di fronte alla cattedrale l’Oratorio del Rosario, anch’esso in stile gotico-aragonese: alcuni studi ipotizzano che sia localizzato dove sorgeva un tempio romanico dedicato a Castore e Polluce. Sempre nel centro storico è di grande interesse anche la chiesa di Santa Croce, che risale alla fine del 1500 in occasione della nascita della Confraternita di Santa Croce.

Per scoprire la bellezza della città si consiglia la passeggiata lungo il viale della Fonte nuova, dal monte della fonte perenne che vi ha luogo. Ancora più nota per le sue qualità curative è l’acqua delle fonti di Rinaggiu, nel verde dei boschi attorno all’abitato: vi si operano una stazione termale e un centro medico specializzato nella cura delle malattie renali.

Fra le attrattive di Tempio Pausania non si può dimenticare il carnevale, uno dei più conosciuti in tutta la Sardegna per il suo carattere satirico con sfilate di maschere e carri allegorici.

Dura quasi una settimana e si anima intorno a Re Giorgio, la figura centrale del carnevale tempiese: il momento principale dei festeggiamenti è il processo e il rogo dello stesso re durante il martedì grasso.

A un paio di chilometri dalla città, in direzione Palau, resta da visitare il nuraghe Majori: la posizione e l’aspetto massiccio ne testimoniano l’importanza strategica e la presenza di una comunità numerosa. Il nuraghe è monotorre e costruito integralmente in granito. L’ultima segnalazione porta alla scoperta del già citato massiccio del monte Limbara, con un paesaggio caratterizzato da fonti, ruscelli e laghetti facili da raggiungere: una meta irrinunciabile per escursionisti e appassionati di montagna, così come la punta Balestrieri (m. 1359), dalla quale si possono ammirare il Logudoro e la Baronìa.

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