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La_Caletta - Torre saracena

Da Olbia a La Caletta

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Per arrivare a San Teodoro partiamo da Olbia, “ponte” verso il Continente.

E’ la storia della stessa città a fare di Olbia il collegamento naturale fra la Sardegna e il Continente: la località, infatti, era un importante scalo già in epoche antiche, soprattutto dall’era romana in poi. Caratterizzata da uno splendido Golfo, la città di Olbia si presenta come un terrazzo sul mare, sul quale si è sviluppato il tessuto urbano. Oltre al porto turistico e allo Yacht Club, in un ideale itinerario cittadino non può mancare la visita allo Scalo Marittimo -costruito nel 1930 grazie all’ampliamento degli isolotti di Isola Fiorita e di Isola Bianca– e collegato alla terra ferma attraverso una diga lunga quasi un chilometro e mezzo sulla quale corre la linea ferroviaria che collega Olbia al resto dell’isola.

Negli ultimi trent’anni questo ruolo si è rinnovato con grande vigore, forte dei collegamenti assicurati dai traghetti, dell’impulso turistico avuto dall’isola e dello svilupparsi di zone residenziali di alto livello nelle sue immediate vicinanze.

Sono da segnalare anche il Municipio (in stile liberty), la chiesa di San Paolo (costruita nel 1747) e quella di San Simplicio, che rappresenta una delle più rilevanti costruzioni in stile romanico di tutta la Sardegna. Ma è anche la struttura residenziale a presentare notevoli scorci d’interesse: intorno al corso Umberto (la via principale) gli edifici sono caratterizzati da architravi originali in granito; in fondo al corso si trova il palazzo Umbertino che ora ospita la biblioteca comunale e una raccolta di reperti nuragici. Continuando nella stessa direzione si esce dalla città e si può facilmente accedere al colle che porta al santuario nuragico di Cabu Abbas, splendido esempio di fortificazione e di culto preistorico.

  L’isola di Tavolara

Dopo circa dieci chilometri di grande intensità naturalistica si incontra Porto San paolo, punto di riferimento per raggiungere l’isola di Tavolara (e quella di Molara, più defilata), posta di fronte. Porto San Paolo fu edificato attorno a un vecchio molo militare, istituito proprio per il collegamento con Tavolara, isolotto che in tempi bellici rappresentava un importante punto strategico, di poco al largo dell’isola-madre Sardegna.

Tutt’intorno (prima e dopo il centro abitato) si aprono spiagge di rara bellezza, caratterizzate dalle piccole dimensioni e inframmezzate da scogliere basse di granito rosa.

Prendendo la direzione sud, attraverso la statale 125 (la Orientale sarda), si inizia a costeggiare la strada che è considerata fra le più belle in assoluto dell’intero paesaggio costiero italiano.

Nelle antiche carte nautiche l’ Isola di Tavolara era denominataHermaea Insula“. Di forma trapezoidale, si presenta come un immenso tavolato calcareo che emerge dal mare come un bastione; è lunga sei chilometri, larga uno e alta poco più di cinquecento metri.

Pochi abitanti, due ristoranti, un suggestivo cimitero e una storia singolare di “principato”: un “commissario” della piccola isola accoglie i turisti (numerosissimi nei mesi estivi) raccontando la leggenda che vede il posto come punto franco e sede di un auto-proclamato governatorato che si perde nella notte dei tempi e che si tramanda per tradizione fra i pochissimi residenti. Il paesaggio naturale quasi incontaminato del posto è dovuto soprattutto alla creazione di un’area protetta (nel 1997 si estende fino a Capo Coda Cavallo) e al divieto di edificabilità imposto dal comune di Olbia: soprattutto grazie a questa politica di conservazione, Tavolara ospita abbondante fauna (da segnalare l’uccello delle tempeste e il falco pellegrino) e flora, con la presenza di alcune specie botaniche in alcuni casi rarissime.

Dal 1991, nel mese di luglio, si tiene sul posto un Festival del Cinema Italiano che negli anni ha acquistato importanza e notorietà.

 Da Capo Coda Cavallo verso la Gallura

Riprendendo la strada da Porto San Paolo verso sud le spiagge si fanno ampie: la più frequentata e conosciuta è quella di Cala Coda Cavallo, vera e propria punta naturale, non molto distante da San Teodoro, dove praticamente inizia il territorio della Gallura e si entra nella provincia di Nuoro. Caratteristiche principali del luogo sono la limpidezza delle acque e la straordinaria bellezza del panorama, nobilitato anche dalla vista ravvicinata di Proratora (isoletta di grande suggestione visiva) e sullo sfondo proprio di Tavolara e Molara.

 Le splendide cale, fino a…La Caletta

Altri tratti di mare di grande suggestione sono quelli di Cala Brandinchi, Cala Girgolu, Lu Impostu, Isuledda e La Cinta.

Arrivando a San Teodoro ci si trova in una vera e proprio “terra di mezzo” tra la cultura agropastorale della Barbagia e la vocazione più continentale della Gallura. Lo sviluppo impetuoso del turismo negli ultimi anni ha trasformato Oviddè -questo il suo nome originario- da piccolo centro a località marina ad alta densità e continua trasformazione.
Comune relativamente giovane (si è staccato da Posada solo nel 1959), da 3.500 abitanti nei mesi invernali, San Teodoro arriva a contarne centomila nei mesi estivi, turisti attirati dall’incanto del paesaggio e dalla natura pressoché incontaminata dell’immediato circondario: valga per tutti l’esempio di stagni e lagune circostanti che costituiscono l’habitat naturale per la sosta durante le migrazioni dei fenicotteri rosa.

Riprendendo l’Orientale sarda si incontra Budoni: la spiaggia di Sant’Anna è la più nota del circondario, caratteristica perché orlata da una splendida pineta.

Quindi si arriva all’altezza della costa di Siniscola (con un’estensione di trenta chilometri, quasi la metà di spiaggia di sabbia finissima) dove si incontra La Caletta, porto turistico, scuola di vela e centro balneare fra i più conosciuti della costa orientale.

La costa di La Caletta si estende a sud fino a raggiungere la frazione di Santa Lucia, caratteristico villaggio di pescatori, dominato da una Torre Aragonese del XVI secolo.

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