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Bosa – Sos Altarittos di Regnos Altos

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Soa altarittos de Regnos Altos – Settembre a Bosa – La Madonna custodita nella rocca dei Malaspina. Le Celebrazioni di Nostra Signora di Regnos Altos avvengono durante il Sabato e la Domenica della Seconda Settimana di Settembre.


Il castello dei Malaspina che domina la cittadina di Bosa dal colle di Serravalle.Regnos Altos,
a Bosa, é uno dei principali avvenimenti del calendario festivo locale anche perché rappresenta il classico appuntamento annuale con la nostalgia degli emigrati che, in grande numero, decidono di tornare in paese proprio per l’occasione. In festa è la parte più antica di Bosa, il suo centro storico vecchio di secoli: Sa Costa. In passato si dice che fosse l’unico quartiere e che praticamente costituisce l’intero centro abitato. Era circondato da mura, che il tempo ha distrutto, e le sue stradine, acciottolate e strette, arrancando per il colle di Serravalle fungevano da tramite tra l’austero castello dei Malaspina e le placide acque del fiume sottostante. Ora Sa Costa vive un tempo tutto diverso, anche perché in gran parte è stata riattata dai tanti acquirenti che sono venuti da lontano con l’intento di trascorrere a Bosa periodi di tempo che travalicano la breve durata delle vacanze estive.

Ma se lo scempio edilizio de Sa Costa è stato parzialmente evitato di certo non si può dire che sia stato scongiurato il degrado dell’antica cultura locale.

A farne le spese, fra quelle tortuose stradine, è stata soprattutto la parlata che in quell’antico quartiere trovava dimora: su costaggiu. Ed è proprio per questo motivo che la festa di Regnos Altos annualmente dà l’impressione di voler assumere i contorni di una storica rivalsa: l’orgoglio bosano che sembra volersi riappropriare dell’antica cultura che va scomparendo. A prescindere da tutte le considerazioni che possono essere fatte, l’appuntamento, per l’inusuale modalità di proporsi, può essere considerato un’autentica rarità nel pur vasto panorama delle tradizioni locali. A renderlo peculiare interviene uno scenario inusuale: il vecchio rione medioevale che d’incanto pare riesca a trovare se stesso. La popolazione locale ancora residente nel quartiere, quasi ridestandosi da un prolungato torpore, comincia ad affannarsi ed entra in competizione preparando, negli usci di casa, un’infinità di altarini votivi per l’antica Madonnina del castello.


Bosa - sos altarittos di Regnos Altos e i costumiSos altarittos
che ne verranno fuori potranno essere sfarzosi o estremamente modesti. In tutti i casi rappresentano l’offerta alla Madonna di quello che a ciascuna famiglia è consentito a seconda del tenore di vita. A lavori ultimati, per due giorni, Sa Costa diventerà un’incredibile ed originale esplosione di colori. Una regia per l’occasione non esiste e tanto meno un pur che minimo coordinamento che sovraintenda i lavori. Tutto è lasciato alla più libera improvvisazione: arazzi, tappeti, luminarie, tovaglie e lenzuola finemente ricamate a filet, verranno esposti sui davanzali delle case e sistemati in modo da diventare altarittu.

Quando tutti gli altarini saranno ultimati la Madonna uscirà dalle mura del castello e li benedirà col suo passare, attraverso quel lungo e tortuoso percorso de Sa Costa, prima di giungere a valle nella maestosa chiesa cattedrale e trovarvi dimora.

La festa religiosa si conclude l’indomani e il tragitto processionale sarà esattamente al contrario rispetto a quello del giorno prima, tutto in salita.

Regnos Altos per Bosa vuol dire comunque anche altro.

Il sapore è antico altrettanto ma i contenuti diametralmente opposti. Durante la notte che separa il sabato dalla domenica, nonostante la presenza degli altarini, Sa Costa riassapora il pullulare della gente che vi si riversa per fare una festa per niente religiosa. Tutto il percorso del quartiere antico diventerà una improvvisata ed interminabile tavolata, gli altarini staranno a guardare, e la notte finirà col diventare baldoria.

Il sacro e il profano, per assurdo che possa sembrare, andranno ad integrarsi mirabilmente, senza mai diventare irriverenti l’uno nei confronti dell’altro. Le pietanze che verranno servite appartengono alla cucina locale, tradizionale e genuina. A tenere banco: sa fae a landinu (fave bollite). Il vino nero e pastoso, unitamente a quello aromatico della Malvasia, contribuirà ad inebriare gli animi e a concedere un effimera tregua agli affanni di sempre.

La festa, in fondo, è bella anche per questo.

Sa Costa, nel contempo, avrà ritrovato se stessa, per incanto sembrerà restituita alla sua gente soltanto, e di nuovo sentirà parlare su costaggiu. Non importa se il prodigio svanirà con i primi chiarori dell’alba. Quello che conta è che per una notte Sa Costa sia tornata di nuovo a essere quello che una volta era stata: piena di gente che parla l’antico idioma locale, che con poco riesce a far festa.

La festa risale probabilmente al 1847, quando un bambino ritrovò tra le macerie del castello Malaspina, una statuina lignea della Madonna, probabilmente di origine tardo-medievale.


Bosa - la devozione a Regnos AltosLa statuetta fu chiamata “Nostra Signora di Regnos Altos”
e fu esposta alla venerazione della gente nella chiesa di S.Andrea che si trovava all’interno del castello. La notizia si diffuse nella città e immediatamente da ogni paese accorse la gente per venerare la Madonna ritrovata. Da allora la statuina è conservata in una piccola nicchia nella chiesetta all’interno del castello. La chiesa di Nostra Signora di Regnos Altos, ritenuta dagli studiosi antecedente alla costruzione del castello stesso (XIII Sec.), è di grande interesse storico artistico. Nel 1973, durante alcuni lavori di restauro, sotto uno strato di calce, furono casualmente scoperti degli affreschi di notevole pregio.

Questi, restaurati dalla Soprintendenza di Sassari, vengono attribuiti ad età giudicale. La festa nei primi decenni del secolo si svolgeva all’interno del castello. L’eco dei cori (gosos) che venivano improvvisati nella piazza d’armi per lodare la Madonna, risuonava in tutto il quartiere medievale di Sa Costa.

La processione con la Madonna accompagnata dalla confraternita e dai gruppi folcloristici segue un percorso che si inerpica tra il castello e la Cattedrale dell’Immacolata, passando per il quartiere Medioevale di Sa Costa. Alcuni giorni prima di Regnos Altos il colle e le vie vengono addobbate dagli uomini con frasche, canne e bandierine.

La veglia e le preghiere sono accompagnate dalla festosità delle tavolate e delle rivendite all’aperto di vino, malvasia e semplici prodotti gastronomici (“fae a landinu”, “azzada”, lumache …), che si cucinano per l’occasione.

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