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Monte Arci – nella culla della tecnologia

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Forse è proprio da Monte Arci, montagnola di appena ottocento metri di altezza che, 8000 anni fa, nacque la prima tecnologia applicata ai minerali.

Di certo si ebbe qui il primo impatto tra l’uomo l’ossidiana, quel vetro vulcanico facile da trasformare in lame taglienti, il cui possesso dovete dare ai protosardi l’ impressione di aver scoperto l’arma assoluta.

Questo viaggio sul Monte Arci e intorno ad esso è un itinerario nella memoria ancestrale posto che attraverso i testimoni della storia. E terminerà, per contrasto, ad Ales nel bel mezzo della storia moderna.
Per chi arriva dalla strada statale Carlo felice, prenderemo la strada statale 442 (per Laconi) dallo svincolo di Uras.

Superata Morgongiori ove è d’obbligo una sosta per ammirare la produzione artigianale di coperte e tappeti nonchè per assaggiare le ottime , si arriva alla periferia di Ales dopo circa 18 km. In vista delle prime case, sulla sinistra prenderemo una strada di montagna che in circa 10 km ci porterà in cima al Monte Arci

Di qui si gusterà un vastissimo panorama , dalla penisola del Sinis i villaggi della Giara; la vista spazierà anche fino a Cagliari, più di 80 km a sud, tanto per dare un’idea della vastità di cui si diceva e dello spettacolo che ci aspetta.

Al bosco ci si arriva direttamente alla fine della strada, le sorgenti (quella di Planu Espis, in particolare, che per le sue qualità ha meritato di stare nello ), i bastioni e le grandiose muraglie naturali (resti di un frettoloso raffreddamento del Monte Arci. Era un vulcano) sono lì a testimoniare per noi quali sensazioni possa procurare la natura, usata correttamente come, da millenni, fanno i caprari di queste parti.

Lasciandosi guidare dalle sensazioni (ma anche da una bussola, se non avremo accompagnatori del posto) non ci sarà possibile non imbatterci in is crabilis (recinti per capre), con i loro muri a secco che ripetono le tramandano, con una funzionalità attuale, i recinti sacri dei villaggi nuragici. Accettare l’ospitalità dei pastori e scambiare quattro chiacchiere con loro è impadronirsi dei primi rudimenti di una concezione del mondo originale.

Da quassù, si diceva, è nata la materia prima per una delle più importanti rivoluzioni tecnologiche, pari certamente alla scoperta dell’energia elettrica, del carbone, dell’energia atomica: qui è nata l’ossidiana. E in quantità davvero enorme, se si pensa che sia sul versante orientale sia in quello occidentale del monte sono stati, per ora, individuati 13 centri di raccolta (grandi magazzini all’aperto), 65 centri di lavorazione e oltre 190 stazioni di smistamento.

Questa scoperta , circa 5000 anni prima di Cristo, provocò non solo un addensamento demografico straordinario (ancora 3000 anni dopo, durante l’era nuragica, esistevano qui intorno 90 nuraghi con, probabilmente, relativi villaggi), ma anche intensi scambi commerciali col resto del Mediterraneo e, suppone, anche con l’Asia minore.

Ridiscesi dal Monte, varrà la pena chiedere come si arrivi (facendoci magari accompagnare) a uno dei depositi di ossidiana, a quello di Sa Tellura, fra i comuni di Ales e di Pau.
Sarà difficile resistere alla sensazione di trovarsi di fronte a uno dei luoghi fondamentali della storia dell’uomo europeo e mediterraneo.

Ales è centro di storia anche per altra circostanza. Qui è nato , uno dei più importanti pensatori contemporanei.

All’ingresso del paese, scendendo dal Monte Arci, incontreremo la piazza-piano di uso collettivo, dedicata a Gramsci dallo scultore italiano Giò Pomodoro.
E’ un corpo estraneo alla civiltà e alla cultura sarda ma se si supera quest’impressione l’opera merita una visita. Una visita vale la pena di farla al tesoro della cattedrale di San Pietro, ci sono centinaia di lavori di argenteria sacra sarda: reliquiari del XV, del XVI e del XII secolo e il paliotto (2,70 m per 0,99) del XVIII secolo.

Guarda questo simpaticissimo tutorial
Ales-Stemma

Associazione Casa natale Gramsci

Tutto su Antonio Gramsci

Associazione Casa Natale Antonio Gramsci
Il nucleo promotore, dopo un lavoro di cinque mesi, ha portato 113 soci alla costituzione di fatto dell’associazione, in data 18 novembre 1989, alla approvazione dello statuto e all’elezione degli organi statutari:

Il consiglio d’amministrazione, nella seduta del 7 dicembre 1989 ha eletto il presidente Maria Fenu. Vice Presidente Pietrino Sitzia e segretario Massimo Pistis. Altri presidenti sono stati Massimo Cau, Alberto Cocco, Paolo Zucca e Alberto Coni, tuttora in carica.
La costituzione formale della Associazione Casa Natale Antonio Gramsci è avvenuta in data 9 febbraio 1990 davanti al notaio Michele Davino di Oristano, con atto n. Rep. 147830, registrato in data 22 febbraio 1990.
Dal Marzo 1990 la Fondazione ha in uso la casa natale di Antonio Gramsci, ove è stato disposto un archivio, un ufficio, una biblioteca, una sala per assemblee, proiezioni, etc.
Dal 1990 si celebra regolarmente il 22 gennaio, giorno della nascita di Antonio granisci (1891), fatto che in precedenza era avvenuto solo sporadicamente. Nel 1991, Centenario della nascita di Antonio Gramsci, la fondazione ha organizzato diverse manifestazioni che hanno occupato l’intero anno. Sempre nel 1991 nasce il Premio letterario Antonio Gramsci, arrivato alla XIII edizione e anche la rassegna musicale Rock per Gramsci arrivata alla IX edizione. Nel 2007, l’Associazione Casa Natale Gramsci insieme con la Casa Gramsci di Ghilarza e con l’Istituto Gramsci della Sardegna organizza in Sardegna il terzo congresso mondiale dell’IGS (International Gramsci Society), al quale partecipano una settantina di studiosi provenienti da tutto il mondo.
L’Associazione organizza, oltre alle due manifestazioni menzionate, un concorso rivolto agli studenti di ogni ordine e grado del territorio “Immaginando Gramsci” e il concorso di pittura intitolato a Peppinetto Boy.

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