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Luogosanto visto da San Trano

Luogosanto – Il castello di re Baldo

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Il nome del paese ha un che di programmatico e infatti sembra che Logusantu (Luogosanto) sia nato intorno alla chiesa della Madonna (XIII secolo), costruita da due frati francescani aiutati da giudice Ubaldo Visconti.

I due avevano trovato i resti di due anacoreti, San Nicola e San Trano, vissuti da queste parti verso il 500. Ai Santi e alla Madonna furono in questi anni, a Luogosanto, dedicate altrettante chiesette.

Fu intorno a quella intitolata alla Vergine che si costruirono tante case “di la bandera” quanti erano i villaggi della Gallura (qualcuna resta in piedi ancora oggi), dove i banditi godevano del diritto d’ asilo, noto come “la tregua di Dio“. Il santuario (che gode ancora dei privilegi della porta santa, che si apre ogni sette anni) fu dunque il fulcro dell’ abitato che prese poi il nome di Logusantu.

Castello di Re Baldu - LuogosantoUna versione più laica fa risalire il motivo della scelta di questo luogo a ragioni di sicurezza. Già al tempo dei nuraghi, l’ altipiano incastonato fra Monti Juanni, Monti Casteddu e Monti Rujiu (sovrastanti il paese) fu dimora di un’ importantissima città. Ancora oggi si possono osservare i basamenti di una cinquantina di costruzioni nuragiche. Purtroppo il loro stato è così compromesso che difficilmente scavi appropriati potranno restituire l’ immagine della grandiosità del complesso, i cui elementi comunicavano tra loro attraverso una fitta rete di cunicoli, alcuni dei quali sono ora impraticabili.

Decisamente meglio conservati sono i testimoni del passato giudicale. A circa tre chilometri a nordest di Logusantu c’è la Reggia di re Baldu, nome certo sovradimensionato per un piccolo, ma interessante castello di appena 1200 metri cubi. Costruito con grossi blocchi di granito rettangolari, il castello è servito da una scala esterna che porta al piano superiore.

Vicino a questo castello, e alla contigua chiesa di Santo Stefano (una bella festa campestre vi si svolge il 26 dicembre), ci sono i resti del castello di Balaiana, distrutto da Alfonso d’ Aragona nel 1442. Alfonso risparmiò invece la vicina chiesetta di San Leonardo, un vero gioiello dell’ architettura basso-medievale, con un’ abside di incomparabile bellezza. Ma bisogna far presto a visitarla perchè il crollo, data l’incuria delle autorità, può essere imminente. Per arrivare a questi splendidi luoghi bisogna, è meglio esser avvertiti, armarsi di santa pazienza e di buone scarpe: il sentiero è piuttosto impervio.

Si arriva a Luogosanto da Tempio Pausania percorrendo una ventina di chilometri della statale 133, oppure da Alzachena (Arzachena) con altrettanti chilometri di strada provinciale. Oltre agli splendidi dintorni e alle testimonianze del periodo giudicale, visiteremo anche la chiesa di Santa Maria di Luogosanto, l’ edificio che, come si diceva, avrebbe dato il la alla prima urbanizzazione. Elevata al rango di basilica da papa Onorio III, la chiesa è in stile tardo-romanico e costruita in granito.

Le è accanto il primo convento francescano costruito in Sardegna. L’ edificio è anch’esso del XIII secolo ed è interessante osservarne l’architettura umile e, allo stesso tempo, piena di suggestioni. Chi è convinto (a ragione) che la cultura di un popolo non va solo vista ma anche assaggiata, troverà in paese diverse fonti, diciamo così, di conoscenza. Buono il vino rosso e il moscato che troveremo in alcune cantine private, ma superbo il vermentino, il vino di bandiera della Gallura. Di colore giallo-paglierino, gusto secco e morbido, con un pizzico di amarognolo, il vermentino è un aperitivo eccellente.

Troveremo direttamente presso i pastori i formaggi freschi e stagionati di buona qualità. Alcuni apicultori producono e vendono uno dei gioielli più preziosi della Sardegna: il miele amaro. E’ un gioiello anche nel prezzo.

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