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Vino di Oliena

Da Oliena a Fonni

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Da Nuoro una ripida discesa fra campi coltivati a vigne e oliveti in una manciata di chilometri conduce a Oliena.
Oliena – undici chiese ai piedi del Monte Corrasi

Il comune, uno dei principali della provincia nuorese, si trova in un vasto territorio di grande interesse naturalistico con lo sfondo il Monte Corrasi (m. 1463).

Mangiare e dormire a Oliena

Oliena è da visitare per il caratteristico centro storico: piccole case bianche con cortili interni, archi e pergolati, oltre ai fumaioli dalle forme più originali frutto della fantasia dei muratori locali.

Nella struttura urbana è da sottolineare la presenza di ben undici chiese di piccole dimensioni, fra cui la vecchia parrocchiale di Santa Maria di epoca medievale. L’attuale parrocchiale di Sant’Ignazio di Loyola, che si affaccia sul corso principale della cittadina, risale al XVIII secolo e fu edificata dai Gesuiti come l’attiguo collegio in cui sono conservate alcune statue lignee e un retablo del ‘500 detto di San Cristoforo. Fra gli altri edifici sacri di piccole dimensioni si segnalano, a breva distanza l’una dall’altra, le chiese di Nostra Signora d’Itria e quella di Santa Croce, con un campanile a vela a tre luci.

Oliena, che sviluppa una fiorente attività di olivicoltura e viticoltura, è nota in tutta la regione per i vini densi e forti, oltre ai formaggi e ai dolci tipici. Non manca l’artigianato artistico, in particolare i gioielli in filigrana e gli scialli di seta con ricami floreali. Come accennato, merita un’escursione la zona circostante che prende il nome di Supramonte di Oliena: sotto le pareti rocciose del Monte Corrasi, metà di alpinisti e amanti del free climbing, dominano la flora e la fauna espressione della Sardegna più integra.

Da Oliena, ancora in direzione sud lungo la valle di Locoe, una strada tortuosa conduce a Orgosolo, centro di antica tradizione pastorale e paese-simbolo del mondo barbaricino.
Orgosolo il paese dei murales
Mangiare e dormire a Orgosolo

Le case in pietra attorno ai cortili, i vicoli tortuosi talvolta dominati da una loggia o un pergolato, nel centro storico fanno da sfondo alla seicentesca chiesa dell’Assunta, da cui nel giorno di Ferragosto parte la processione religiosa secondo gli antichi riti bizantini, e nell’oratorio di Santa Croce (fine ‘500).

La particolarità di Orgosolo è senza dubbio costituita dai murales che coprono le pareti di tante abitazioni. Artisti e intelletuali, negli anni Settanta, con slogan e immagini dipinti sui muri, hanno interpretato la protesta del paese nei confronti dello Stato, in un periodo complesso dell’evoluzione della comunità locale.

Undici chilometri a ovest di Orgosolo si incontra Mamoiada (650 metri di altitudine), posta a nord della catena montuosa del Gennargentu.
A Mamoiada sulla tracce dei Mamuthones
Mangiare e dormire a Mamoiada

Parte del territorio di Mamoiada è accidentata con dislivelli e formazioni granitiche, altre zone viceversa sono ricche di sorgenti naturali, terreni a pascolo e colture (da qui la produzione di un ottimo vino rosso).

L’emblema di Mamoiada è la chiesa di Nostra Signora di Loreto, probabilmente di origine medioevale, che presenta una rara pianta circolare e all’interno affreschi di gusto popolare.

Fra le ricorrenze locali si segnalano i festeggiamenti in onore della Vergine Assunta, caratterizzati da riti e gesti che prendono spunto da civiltà lontanissime. A pochi chilometri dal cantro abitato riveste una certa importanza anche il Santuario dedicato ai santi Cosma e Damiano, secondo alcuni il più antico dell’intera Barbagia: qui, alla fine del mese di settembre ha luogo la festa di San Cosimo che segna la conclusione dell’annata agraria.

Nella piazza di Mamoiada si svolge infine il tradizionale e frequentatissimo carnevale dei “mamuthones“, personaggi misteriosi vestiti con pelle di pecora, con volto coperto da maschere scure in legno e con i campanacci sulle spalle.

Tornati sulla SS 389 si prende la direzione sud e si incontra il comune più alto della Sardegna.
A Fonni per gli amanti della neve
Mangiare e dormire a Fonni

Fonni, 1000 metri sopra il livello del mare al confine di un pianoro granitico alle falde settentrionali del Gennargentu: questa posizione ha favorito l’attività turistica, soprattutto nel periodo invernale con la possibilità di utilizzare gli impianti sciistici (gli unici della regione).

Nel centro storico si segnalano la parrocchiale di San Giovanni Battista, di epoca tardogotica, e la basilica della Madonna dei Martiri, le cui origini risalgono agli inizi del ‘600. L’edificio religioso, che comprende anche l’attiguo convento francescano e l’oratorio di San Michele, uno degli esempi più apprezzabili del periodo barocco isolano; all’interno si segnalano le tempere parietali dei pittori locali del ‘700 che raffigurano la prima diffusione del Cristianesimo in Sardegna e la statua seicentesca della Madonna, realizzata con un impasto che la tradizione dice sia composto da ossa e reliquie dei martiri.

Nei dintorni, per gli appassionati della montagna, si consiglia la salita alla vetta del Bruncu Spina (m. 1829).

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