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La chiesa di San Pietro di Zuri riedificata

Da Nuoro a Tadasuni

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Nuoro è il capoluogo della provincia più montuosa e meno popolata della Sardegna, il cuore della tradizione e dell’originalità dell’interno dell’isola.

Nuoro, il cui antico nome è Nugorio, sorge su un pianoro dominato dal monte Ortobene. Attualmente si distingue in un centro storico, attorno alla chiesa di San Salvatore, e in due recenti quartieri residenziali situati più a nord. Tra i monumenti principali vi è il Duomo costruito tra il 1836 e il 1854, con una facciata neoclassica e all’interno tele di pittori locali dell’8-‘900.

Interessante anche la Disputa di Gesù fra i dottori, attribuita a Luca Giordano. Vicino c’è anche la piazza Sebastiano Satta, restaurata nel 1967 e dedicata al poeta di cui rimane anche la casa natale. Tra le attrattive della città vi sono inoltre numerosi musei. Il Museo speleo-archeologico, in piazza Asproni, contiene materiale di interesse paleontologico e archeologico dal periodo Neolitico al Medioevo, raccolto dai numerosi scavi in tutto il territorio provinciale e arricchito dalla presenza di reperti provenienti da collezioni pubbliche e private.

Nella casa in cui nacque Grazia Deledda, narratrice di queste terre, sono conservate le prime edizioni delle sue opere e ricostruiti gli ambienti descritti in Cosima, la sua opera autobiografica. Chi, invece, fosse interessato alle tradizioni e al folclore isolano, può andare a visitare il Museo della Vita e delle Tradizioni sarde. Lì sono ampiamente documentati gli usi e i costumi del popolo sardo con una ricca documentazione fatta di amuleti, utensili tradizionali, mobili e strumenti musicali. Non mancano nemmeno le maschere del carnevale di Mamoiada e una collezione di vestiario popolare risalente a fine ‘800 e prima metà del ‘900. A soli otto chilometri a est, sulla strada panoramica, si trova la chiesetta di Nostra Signora della Solitudine, con un’ampia panoramica sulle valli di Isporosile e di Marreri.

Sulle tracce dell’Imperatore Costantino

Sedilo - s'ArdiaCentro di insediamenti industriali, soprattutto chimici, a partire dagli anni settanta, il comune di Ottana si trova nella pianura della media valle del Tirso. Nell’abitato il monumento di maggiore interesse è l’antica Cattedrale, la chiesa di San Nicola, un autentico gioiello d’arte romanica costruito in due momenti successivi del XII secolo. Sulle pareti esterne dell’edificio sacro dominano i colori scuri della trachite, all’interno è da vedere il famoso polittico del ‘300 di scuola toscana che raffigura la vita di San Francesco e San Nicola di Mira. Ottana è nota anche per il Carnevale, nel quale si affrontano maschere in legno di esseri umani deformi e di tori con lunghe corna chiamati rispettivamente “merdùles” e “Boes“: sullo sfondo spicca la figura della “filonzana“, un’anziana intenta a tessere il filo della vita.

Per arrivare a Sedilo è sufficiente percorrere 15 chilometri lungo la Superstrada 131: il paese, vicino al lago artificiale Omodeo, si distingue per la produzione artigianale di tappetti e arazzi. Il monumento di maggiore notorietà è il Santuario di Sant’Antine, dedicato all’imperatore Costantino: l’edificio attuale risale al 1789, quando fu ricostruito sopra quello più antico di epoca medioevale.

Presso il santuario a luglio si svolge la seguitissima festa di San Costantino e S’Ardia, che rievoca la vittoria dell’imperatore Costantino, considerato un santo dalla chiesa bizantina, ai danni di Massenzio nel ‘300 d.C. Il momento più suggestivo della festa è l’Ardia (dal termine “bardiare”, fare la guardia), una spericolata corsa a cavallo nella quale un centinaio di cavalieri deve mostrare coraggio e abilità in onore del santo. In paese di un certo interesse è anche la parrocchiale di San Giovanni Battista, riedificata tra il Cinquecento e il Seicento.

A Ghilarza nella casa di Antonio Gramsci

Antonio GramsciNella zona il centro principale è Ghilarza dove, dal 1898 al 1908, abitò Antonio Gramsci. Casa Gramsci ospita un centro di documentazione e ricerca in cui sono conservati i cimeli e numerosi scritti dell’uomo politico. Nell’abitato i monumenti più antichi sono la romanica chiesa di San Palmerio (prima metà del ‘200) e una imponente torre aragonese del XV secolo: forse dimora dei marchesi di Oristano, fu utilizzata come prigione nel XVII secolo e a partire dagli ultimi anni del 1800. Nella frazione di Zuri, a breve distanza da Ghilarza, è estremamente gradevole la chiesa di San Pietro in stile romanico: originariamente ubicata nella valle sottostante, qui nel 1922 fu smontata e ricostruita pietra su pietra quando il lago artificiale Omodeo sommerse il vecchio abitato.

Agli appassionati di musica si consiglia un’ulteriore deviazione fino a Tadasuni: nella casa parrocchiale è allestito il “Museo degli strumenti musicali sardi“, con una collezione -unica nel suo genere- di oltre 360 strumenti musicali del repertorio tradizionale del locale, del periodo nuragico ai giorni nostri, suddivisi in tipologie a corda, a percussione e a fiato.

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