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Cagliari - Bastione San Remy

Da Cagliari a Oristano

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In meno di 100 km, senza mai lasciare la strada statale 131, un itinerario “coast to coast” che conduce da Cagliari a Oristano,

La prima tappa consigliata è Monastir, località situata nella parte orientale del Campidano di Cagliari la cui origine si pensa risalga al periodo della colonizzazione fenicia dell’isola. Numerosi sono infatti i siti archeologici sparsi nel territorio comunale tra i quali Monte Zara, dove è possibile osservare le caratteristiche domus de janas, i diversi insediamenti di epoca prenuragica e romana di Cresia de is Cuccurus, Basinnia, con ruderi nuragici e di epoche successive, e i resti del castello medievale di Baratuli o Bauladri, visibile sul Monte Olladiri. In paese, monumenti storici di un certo rilievo sono la parrocchiale di San Pietro,edificata nel XII secolo e modificata nel ‘500 in stile tardo-gotico, e la chiesetta romanica di Santa Lucia.

Sei chilometri più a nord, un comune fondato all’alba del II millennio a.C.: Nuraminis, menzionato per la prima volta in un documento stilato in occasione della consacrazione della chiesa di San Saturnino nell’aprile 1141. Tracce di siti nuragici, in realtà, testimoniano la presenza umana in tempi ben più remoti: tra questi, la stazione di Santa Maria, a valle del rilievo del calcareo da Sa Korona, e quel che resta del Serra Kannigas.

Tracce bizantine sono invece nelle due tessere marmoree incastonate nel campanile della parrocchiale di San Pietro e Paolo nella frazione di Villagreca, e nella chiesa di San Vito, sempre a Villagreca, costruita dai bizantini nel IX secolo e ristrutturata in stile catalano nel Settecento.

Ha condiviso le sorti del Giudicato di Cagliari, che nel 1257 cade sotto controllo dei pisani, anche Serrenti, comune abitato fin dal periodo nuragico e che in epoche più recenti si è sviluppato intorno all’attuale quartiere San Giacomo. Da visitare l’omonima chiesetta, oltre alla parrocchiale dedicata all’Immacolata Concezione costruita in stile gotico-aragonese nel Trecento, e alla chiesa di Santa Vitalia, celebre per la sagra che ogni primo lunedì di ottobre richiama migliaia di pellegrini da tutta la Sardegna.

Sanluri, invito al Castello

Sanluri - Castello di Eleonora d'ArboreaUna decina di chilometri più a nord, la strada statale 131 porta a Sanluri, grosso borgo agricolo conosciuto nel ‘2-‘300 con il nome di Sellori, che deve la fama al castello di Eleonora d’Arborea, l’unica rocca medievale tra le 88 costruite in Sardegna tuttora abitata dai proprietari e soprattutto, perfettamente conservata. Al suo interno accoglie il Museo Duca d’Aosta, con cimeli, armi e bandiere del Risorgimento, testimonianze delle due guerre mondiali e una raccolta di ceroplastiche settecentesche.

Nei dintorni, tappa obbligata a Sardara per ammirare le vecchie case campidanesi con la base in trachite e le parti alte in mattoni di argilla, visitare la chiesa romanico-gotica di San Gregorio, nei pressi della chiesetta di Santa Maria de is Acquas, concedersi un po’ di relax in acque ipertermali bicarbonato-sodiche nell’omonimo stabilimento termale costruito accanto ai resti dell’antico impianto romano.

Il viaggio prosegue alla volta di Uras, 14 km a nord-ovest, poco dopo aver incontrato le indicazioni per l’interessante cittadina di Mogoro. Appena fuori dal paese di Uras, dopo il cimitero, è possibile vedere i reperti ben conservati del nuraghe Sa ‘Omu Beccia, sito abitato sin dal 3500 a.C. e, a 100 m dal complesso, i resti di due tombe di giganti.

Interessanti anche la chiesa campestre di San Salvatore, edificata là dove Leonardo Alagon riportò la vittoria contro gli Aragonesi del viceré Carroz nel 1470, la cinquecentesca chiesa di S. Antonio e la parrocchiale di Santa Maria Maddalena costruita in stile romanico-barocco, e, in più grandi proporzioni su quella preesistente nel 1664.

La Sartiglia di Oristano

Sartiglia di Oristano - uno scatto splendidoUno strappo di 25 km ed ecco Oristano, capoluogo di provincia, che si affaccia sull’omonimo golfo delimitato a sud da Capo Frasca e a nord da Capo San Marco (promontorio celebre per la vicina area archeologica di Tharros). L’ideale sarebbe arrivarci a Carnevale quando, in sa ruga de Santa Maria, si corre la Sartiglia uno degli ultimi tornei equestri all’anello di tutta Europa. Folclore a parte, Oristano merita una visita anche per i suoi monumenti e le sue chiese. A cominciare dalla cattedrale di Santa Maria Assunta, ricostruzione barocca della struttura gotica del 1200, e proseguendo con la chiesa neoclassica di San Francesco, la trecentesca chiesa di Santa Chiara (all’interno l’originaria cappella presbiteriale) e la chiesa rococò di Nostra Signora del Carmine. Da vedere infine la torre di San Cristoforo, eretta nel 1291 come accesso principale della città, e l’Antiquarium Arborense, il museo ospitato nell’ottocentesco palazzo Parpaglia che espone, tra l’altro, la raccolta archeologica di Efisio Pischedda. Da visitare anche la vicina Cabras.

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