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Da Bosa a Villanova Monteleone

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Uscendo da Alghero si può raggiungere Bosa seguendo due percorsi praticamente paralleli: uno (40 km circa) costeggia il mare, l’altro (più tortuoso con i suoi 70 km) taglia verso l’interno.

Per l’andata si consiglia di percorrere la litoranea, capace di regalare incantevoli panorami. Appena lasciata Alghero la costa si fa alta e deserta, frastagliata da profonde insenature, quali Cala de l’Omma molt e Calabona. Ad accompagnare il viaggiatore in numerosi esemplari di grifoni che nidificano in questi luoghi. A circa 8 km dalla città il paesaggio si fa più dolce, punteggiato da suggestive spiagge dalla sabbia rosso-azzurrina. Continuando per una trentina di chilometri si arriva alle porte di Bosa.

La cittadina, situata nella conca formata dal fiume Temo, nasce nel IX secolo a.C. per opera dei Fenici. Durante il medioevo, sotto i Malaspina, Bosa, forte della sua posizione strategica, godette di grande prosperità. Dal 1500 l’inarrestabile decaduta. oggi, il paese, grazie a un centro storico tra i meglio conservati di tutta l’isola e a chilometri di bellissima costa, si propone come interessante meta turistica.

Iniziando la visita dalla parte sud, nei pressi del ponte sul Temo, si prende via Sant’Antonio Abate, attraversando una valle ornata da giardini e profumati oliveti, si arriva alla cattedrale di San Pietro Extramuros. L’edificio, la cui costruzione fu avviata tra il 1062 e il 1073, è una delle più significative opere romaniche della Sardegna. Il corpo centrale risale al progetto originario, l’abside insieme alle due campate contigue e al campanile appartiene al secondo decennio del XII secolo, mentre il prospetto è parte della facciata nord-occidentale, in gotico francese, furono terminati nell’ultimo decennio del 1200.

Lasciata alla Cattedrale, si procede sulla strada che costeggia al fiume. Adagiato sulla riva opposta ecco Sas Conzas, caratteristico quartiere artigianale un tempo fulcro delle attività legate al trattamento e alla concia delle pelli. Dal 1989 la zona è stata classificata monumento nazionale.

Giunti in piazza IV Novembre si continua a piedi per le vie del centro storico. In pochi minuti si arriva a piazza Costituzione, per poi svoltare in corso Vittorio Emanuele su cui si affacciano le palazzine della nobiltà. Imboccando una delle strette stradine si sale fino alla piazza del Carmine dove si può visitare l’omonima chiesa, in barocco piemontese. Sulla collina a sud-est si apre alla vista l’antico quartiere Sa Costa caratterizzato dalle medievali stradine in acciottolato collegate da scalinate in trachite. Su tutto domina maestoso il castello dei Malaspina (1112) con la torre maggiore. Costruita in tufo trachitico di colore rosa chiaro, è attribuita dai più a Giovanni Capula.

Da non perdere, la prima domenica di agosto, la festa di Santa Maria del Mare. In quest’occasione una suggestiva processione di barche si snoda lungo il Temo, risalendo il fiume fino alla Cattedrale.

Uscendo da Bosa, non prima di aver acquistato almeno una bottiglia della deliziosa Malvasia, si ritorna verso Alghero seguendo l’antico percorso attraverso pascoli e rari boschi di lecci. Percorrendo la Statale 292, abbastanza tortuosa ma con un fondo discreto, si incontra Padria, originario borgo cartaginese ai confini con il Meilogu sud-occidentale. Da visitare la chiesa di Santa Giulia, testimonianza dell’architettura gotico-catalana.

Superato il bivio di Padria, attraversando un altopiano con sughere sparse, si costeggia Mara. Il piccolo centro pastorale si fa ammirare per la parrocchiale caratterizzata dal campanile catalano e dal barocco altare maggiore. Poco prima del paesino (circa 7 km) si consiglia una deviazione per raggiungere il resti di un antico castello dei Doria e la suggestiva Chiesa campestre di Nostra Signora di Bonu Ighinu.

Continuando a seguire la strada, dopo pochi chilometri si incontra sulla destra la svolta per il minuscolo borgo di Monteleone Rocca Doria. Il paese, situato su un monte da cui si può dominare tutta la valle del Temo fino agli altipiani di Villanova e Meilogu, conserva molte testimonianze dei suoi antichi signori. Usciti da Monteleone Rocca Doria si supera il lago artificiale del Temo per immergersi nel parco alberato che circonda la Chiesa della Madonna di Interrìos. Da qui, dopo pochi chilometri, si arriva in vista dell’abitato di Villanova Monteleone. La cittadina, uno dei più importanti centri per l’allevamento degli ovini di tutta la Sardegna, è nota per l’allevamento di cavalli da competizione. Lasciata Villanova, dopo la cantoniera di Scala Piccada, ecco aprirsi davanti agli occhi la rada di Alghero con, poco più in là, la suggestiva roccia di Capo Caccia.

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