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Tomba dei giganti di Li Muri - Arzachena

Arzachena – tra i circoli di Gallura

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Arzachena – siamo in Gaddura (Gallura). Qualunque nuraghe, anche il più diroccato, è capace di muovere emozioni. Per l’alone di mistero che circonda i grandi monumenti megalitici, per il senso di solitudine che riesce ad istigare, per i pensieri che suscita un testimone così antico.

Se ne possono vedere e visitare a centinaia – ne sono stati censiti oltre 7.000 in tutta la Sardegna –, ma sarà difficile resistere alla tentazione di entrare nel primo che capita per carpirne i segreti, e anche ad Arzachena le testimonianze di questo passato sono pienamente palpabili.

Ognuno è speciale. Le specialità di quello che andremo a visitare oggi sono tre: intanto tenta di conciliare la costruzione a tholos (falsa cupola) con quella a corridoio; poi è l’unico (fra i conosciuti almeno) che utilizza un costone di roccia (23 metri per 16 circa) come elemento costitutivo dell’ edificio; infine è uno dei pochi che conserva le straordinarie mensole di granito su cui gli antichi nuragici posavano i ballatoi da cui erano in grado di difendere la fortificazione.

Si entra dalla parte opposta alla grande roccia da un ingresso a forma di trapezio, a sinistra e a destra dal quale si aprono due stretti corridoi. Da quello di sinistra si accede a una scala che porta al piano superiore, da cui si coglie la struttura del nuraghe. Non resta che darne il nome e dire come ci si arriva. Il suo nome vero è nuraghe Albuciu (anche se qualche carta lo chiama Malchitu, probabilmente confondendolo con l’omonimo tempietto, relativamente lontano).

Per arrivarci partendo da Alzachena (Arzachena) bisogna percorrere per circa due chilometri la statale 125 in direzione di Olbia; arrivati nei pressi di un ponticello, il nuraghe è visibile sulla destra a qualche decina di metri dalla strada.

Se è facile trovare il nuraghe Albuciu, altrettanto non è per le altre mete del nostro itinerario: gli straordinari circoli tombali di Li Muri e il tempietto Malchitu cui si è appena fatto accenno. Chiederemo indicazioni all’Azienda di soggiorno negli uffici che fanno da ingresso ai vari siti in questione.

I circoli tombali di Li Muri non sono di facile lettura ma, per ogni buon testo, superare le prime difficoltà, resteremo entusiasti delle cose che riesce a dirci. Quattro circoli, fortemente tangenziali l’ uno con l’ altro e costruiti con pietre grezze, racchiudendo le tombe fatte con lastre conficcate nel terreno. Alcuni archeologi ipotizzano che, caso inconsueto in Sardegna, si tratti di sepolture individuali. Altri invece, sostengono che in quei “cassoni” venivano depositate o le ceneri o le ossa dei defunti che già avevano avuto una sepoltura primaria. E portano a conforto di questa tesi il fatto che i circoli sono una cinquantina, molti dei quali non hanno al centro quei tipi di tomba che si chiamano ciste e che, probabilmente, servivano da tomba primaria.

Molto più recente (forse intorno al 1000 avanti Cristo) è il tempietto di Malchitu, una delle costruzioni più singolari della Sardegna e forse elemento di un borgo nuragico, come attestano una grande capanna circolare e un resto di nuraghe a corridoio. Il tempietto ha un breve vestibolo circondato da due ali asimmetriche e da una camera assai più ampia a cui si accede attraverso una porta sormontata da un monolito ben lavorato. In fondo, sull’abside, è poggiato un lastrone.

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