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Da Santa Giusta a San Nicolò d’Arcidano

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La terrazza di Santa Giusta. Uscendo da Oristano si percorre poco più di 1 km per raggiungere Santa giusta, caratteristico paese agricolo, oggi, a seguito della grande esposizione edilizia, indissolubilmente legato alla vicina città.

Posizionato su una terrazza di origine alluvionale, il centro storico di Santa Giusta corrisponde all’antico insediamento fenicio di Othoca (“La città vecchia”), di cui sono stati ritrovati numerosi resti. Tra questi di grande bellezza una tomba fenicia a camera eretta con blocchi di arenaria, visitabile nella chiesa di Santa Severa, L’edificio, oltre all’innegabile fascino di questo reperto archeologico, si fa ammirare anche per il bel prospetto in conci di arenaria (databile XIV secolo).

Cattedrale di Santa GiustaAccedendo all’abitato da nord, sulla piccola altura sede dell’antica acropoli, si trova la Cattedrale di Santa Giusta, costruita tra il 1135 e il 1145, Capolavoro di maestranze di educazione pisana, l’edificio è una delle più belle chiese romaniche di tutta la Sardegna, Divisa in tre navate, presenta una facciata molto particolare, che utilizza la dorata pietra arenaria tipica della zona del Sinis, movimentata con inserti di marmo e basalto, Le navate laterali sono coperte da volte a crociera, mentre quella centrale è sormontata da una splendida copertura in legno, All’interno le colonne utilizzate per suddividere gli spazi provengono da città romane in rovina, in particolare da Tharros,

Le colonia di fenicotteri di Arborea

Lasciata Santa Giusta ci si immette nella provinciale 49 e si percorrono circa 12 km per giungere ad Arborea. Il tragitto offre alcuni punti panoramici davvero suggestivi, La strada è costeggiata sulla destra dalla laguna di Santa Giusta e sulla sinistra dalla laguna Paùli Tabentis, dove, se si è fortunati, si possono ammirare le colonie di fenicotteri che spesso vi soggiornano. Proseguendo attraverso il territorio di Cirras, tra filari di eucalipti, campi irrigati e lindi casolari, si arriva allo stagno di S’Ena Arrubia dominato dalla mastodontica idrovora di Sassu (costruita durante il regime fascista), Qui, a partire dal 1919, si iniziò un colossale lavoro di bonifica, certamente il meglio riuscito del secolo scorso, In seguito, durante il corso degli anni, toccò alla gente del luogo, insieme a contadini veneti romagnoli, modellare il suggestivo paesaggio odierno, Al termine di questa zona, si trova una spiaggia arenosa, da qui si entra nella profumata pineta Barany in cui la macchia mediterranea prolifera rigogliosa,

Superate alcune curve, la provinciale prosegue dolcemente affiancando i centri rurali di Sassu e s’Ungroni, Usciti dalla pineta ecco spuntare le prime case di Arborea.

I pescatori di Marceddì

Pescatori MarceddìLa cittadina, fondata nel 1928 col nome di Mussolinia di Sardegna, si sviluppa attorno alla piazza Santa Maria Ausiliatrice.

Questa accoglie la chiesa parrocchiale neogotica e alcuni edifici pubblici, tra cui il Palazzo Comunale al cui interno è possibile visitare la Collezione civica archeologica con reperti punici, romani e alto medievali.

Lasciato il centro dell’abitato si prende la strada che conduce verso il mare. Qui si incontra Marceddì, piccolo borgo di pescatori sulle sponde della laguna omonima, Caratterizzato dalla bella spiaggia sabbiosa, il paese offre una spettacolare veduta panoramica che, dal pizzo dell’Arcuentu (dominato da un castello medievale) si allarga sul verde altopiano della Frasca fino a comprendere il golfo di Oristano.

Riprendendo la provinciale 49 si procede fino a Terralba, per poi proseguire fino a San Nicolò d’Arcidano, piccolo borgo agricolo situato a circa 25 km da Oristano. La sua posizione, al confine tra le province di Oristano e Cagliari, Lorenzo un’importante crocevia turistico. Da qui, infatti, percorrendo una ventina di chilometri è facile raggiungere le splendide coste di Arbus.
Di origine medievale, nel 1527 San Nicolò d’Arcidano subì la quasi totale distruzione ad opera di orde barbariche, La ricostruzione impegnò gli abitanti del luogo per oltre un secolo, Dai documenti conservati nella Curia Vescovile di Ales risulta che la parrocchia abbia ricominciato a funzionare solo verso il 1741. Nel punto più alto del paese sorge la chiesa di San Nicolò, patrono del paese.

Processione a Sant'IsidoroCostruita nel 1763, nel luogo in cui sorgeva il Nuragh’e Luxia, presenta una pianta a croce latina a un solo arco nella navata principale, Di grande interesse folcloristico le feste di San Nicolò Vescovo e di Sant’Isidoro. La prima si tiene 10 di settembre e propizia l’inizio della vendemmia, la seconda, dedicata al Santo protettore degli agricoltori, si svolge tra luglio e agosto ed è caratterizzata da una particolare processione di trattori e cavalli.

 

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