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Alghero – la città delle sette torri

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Di Alghero si cominciò a parlare nel 1102, quando i Doria decisero di fortificare il proprio feudo adibendo questi luoghi a roccaforte.

In seguito il paese divenne oggetto di un lungo contendere tra i signori genovesi e gli aragonesi. proprio ad opera degli iberici, nel 1354, Alghero nacque a nuova vita. Gli abitanti ribelli ai nuovi “signori” furono deportati, al loro posto si insediarono catalani e aragonesi. Di quell’epoca la città conserva memoria nel dialetto locale, una sorta di catalano arcaico, ancora oggi usato nei canti popolari e visibile nelle targhe delle vie.

Negli anni Sessanta questo piccolo borgo di pescatori venne scoperto dal turismo internazionale, in particolare anglosassone. Oggi Alghero gode di fama e successo ancora superiori, ma, fortunatamente, lo sviluppo non ha intaccato l’innegabile fascino regalatole dalla storia.

La città delle sette torri

Alghero-Torre-del-PortalArrivando ad Alghero è consigliabile lasciare la macchina nella zona dei giardini pubblici, per poi proseguire a piedi. Seguendo la via che costeggia le mura, un tempo erette a protezione dell’abitato, è facile immergersi nella caratteristica atmosfera medievale che ancora pervade la città vecchia. Iniziando il percorso dal margine sud della piazza dei giardini, si incontra la Torre del Portal

Costruita nel XVI secolo,rappresentava l’unica via d’accesso dalla parte di terra.

Camminando per via Simon si scorge la figura della Torre de Sant Joan (o torre di San Giacomo), proseguendo verso il mare si incontra la Torre de l’Esprò Reial (o dello sperone) per giungere infine, a piazza Sulis, il luogo più animato e frequentato di Alghero.

Inoltrandosi sul lungomare alberato si possono ammirare la torre di San Giacomo, i resti dei bastioni settecenteschi e la Torre della Polveriera, situata nei pressi del caratteristico porto sulla parte più alta della penisoletta rocciosa.

Rientrando in città attraverso Porto Salve si accede alla medievale piazza Civica con la Cattedrale di Santa Maria. Eretta nel’500, la costruzione conserva della struttura originaria la zona absidale e il campanile cuspidato, in perfetto stile gotico-catalano.

Uscendo dalla piazza e prendendo via Carlo Alberto si raggiunge la zona più modaiola di Alghero. Un susseguirsi di negozi e botteghe artigiane, dove si possono trovare gli splendidi coralli provenienti dal Mar di Sardegna. Poco più in là la Chiesa di San Francesco. Costruita in stile romanico e successivamente rimaneggiata, presenta un bellissimo chiostro, in estate adibito a teatro per i concerti di musica da camera.

Capo Caccia e le Grotte di Nettuno

Alghero-nuraghe PalmaveraPercorrendo la strada che costeggia il lido di Alghero e prosegue lungo la costa, si arriva a Fertilia, dove si possono ammirare le 13 arcate di un antico ponte romano.

Inoltrandosi nella pineta che circonda tutto il percorso, si incrocia, sulla destra, il nuraghe Palmavera. Caratterizzato dall’aggiunta di un bastione ellittico e di una seconda torre accanto a quella maggiore, il nuraghe conserva al suo interno resti di un incendio del VIII-VII secolo a.C.

Procedendo per sei chilometri, si aggira la baia di Porto Conte per arrivare al promontorio di Capo Caccia. Qui le coste alte e scoscese costellate di falesie e grotte naturali regalano uno spettacolo dalla bellezza selvaggia. Sul promontorio, ricoperto di macchia mediterranea, si possono ammirare alcuni esemplari di una flora antichissima, quali la centaura orrida e la palma nana. Tutto il territorio è oasi ideale per svariate specie di uccelli, come grifoni e falchi.

Alghero-la-Escala-del-CabirolNella parte occidentale di Capo Caccia si trova la Grotta di Nettuno, raggiungibile dalla spettacolare Escala del Cabirol (scala del capriolo) che con i suoi 656 gradini a strapiombo sul mare offre un percorso a dir poco emozionante, oppure, più comodamente, prendendo uno dei tanti traghetti che salpano dalla vicina Alghero. La grotta si snoda lungo 1200 metri tra suggestivi laghetti, stretti passaggi e ampi saloni dove la natura gioca con le formazioni calcaree regalando paesaggi fiabeschi.

Di fronte si trova l’isola Foradada, con la caratteristica grotta calcarea che, formando una galleria a fior d’acqua, la attraversa da una parte all’altra.

Nella parete opposta alla Grotta di Nettuno si apre la Grotta Verde, posta quasi al livello del mare e raggiungibile dal sentiero che inizia vicino alla Torre del Bulo. Più piccola della precedente, è famosa per i molti ritrovamenti archeologici che testimoniano la presenza umana in questi luoghi già dal Neolitico antico. Visitabile solo dal mare, infine, è la Grotta dei Ricami, così chiamata per le spettacolari e fantasiose forme assunte dalle stalattiti.


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